Alice in Wonderland

Achrom di Stefano Saldarelli

Re-start!

"...si ma con calma e per favore." Fateci caso, la questione "ferie" comporta una serie di fasi che più o meno tendono ad essere rimarchevoli, eccessive, celebrative fino alla noia. Soprattutto se la parola ferie viene contrapposta automaticamente alle abitudini e impegni lavorativi che ci accompagnano tutto il resto del ...

leggi tutta la notizia

achrom
di Stefano Saldarelli
via Galileo Ferraris, 35
59100 Prato
Tel 0574.56.21.04
Fax 0574.18.90.261
E-mail

P.IVA 01761310976
CF. SLDSFN69P21D612X

archivio news


Alice in Wonderland

Alice in Wonderland

Tim Burton prende idee dalle sue stesse magiche creazioni

Appassionarsi ai film di Tim Burton non è difficile soprattutto se si ama il mondo della magia inteso come fiabesco e fantastico. Nelle pellicole “burtoniane” si ritrovano tutti gli ingredienti necessari per destare nello spettatore stupore e meraviglia.


In questo nuovo lavoro di Burton si percepisce una forte autocelebrazione che più di sempre trova in Alice in Wonderland un terreno molto fertile per presentare, sotto nuove spoglie, elementi iconografici evidentemente molto cari al regista. Non giudico questa scelta di Burton come una mancanza di idee, anzi tutt’altro. Burton puntualizza le proprie scelte stilistiche proponendo una nuova versione della celebre Alice trasferendola in una storia definibile “sequel”, quindi non riprendendo la versione ufficiale scritta da Lewis Carroll alla fine del 1800 ma usandola come un ottimo pretesto per intraprendere un nuovo percorso della storia pensando a un’Alice cresciuta, diciannovenne, promessa sposa a un Lord inglese ricco e potente ma nonostante tutto evidentemente non assimilabile agli interessi e ideali della stessa Alice. Tim Burton parte da qui, proseguendo la narrazione in una direzione che diviene la “burtoniana” prosecuzione della storia sulla quale il regista, a pieno titolo, mette i propri marchi. Ecco quindi che compaiono diversi elementi iconografici che oramai distinguono le pellicole del regista .


La spirale: un cliché conosciuto da tutti coloro che seguono da anni le creazioni del regista. Spesso si ritrova nelle terminazioni dei rami degli alberi, contorti e spesso spogli. Non manca di essere presente neppure nei baffi o barbe dei personaggi (nella Sposa Cadavere del 2005 è praticamente ovunque), oppure nelle architetture degli edifici o altri elementi che permettono al regista di inserirvi questo elemento caratterizzante. Anche Alice non è immune a questo elemento geometrico distintivo, dai rami degli alberi, alle radici delle piante, ecc.


In Alice però andiamo oltre. Ritroviamo diversi elementi che hanno rappresentato le precedenti pellicole del regista. Alice in wonderland è un vero “book artistico-iconografico” che il regista ha forse voluto regalare ai propri fan o a se stesso, come un proprio tributo al proprio estro.


Il mulino a vento, ad esempio, presente nella scena in cui si vede per la prima volta il Cappellaio Matto, interpretato da Johnny Depp. Ricordate il film “Il mistero di Sleepy Hollow” del 1999? Troverete sicuramente una certa similitudine tra le due strutture, entrambe usurate dal tempo, per non dire semi distrutte però funzionali alle due scene, in grado di evocare sinistre atmosfere e un senso di malinconia per delle civiltà che non ci sono più a causa di eventi violenti e spaventosi che ne hanno permesso la loro parziale distruzione e abbandono.


Le siepi sagomate. In questa pellicola si vedono molte siepi e alberi le cui fronde sono state sagomate per rappresentare forme e personaggi più svariati rievocando immediatamente alla mente il fantastico mondo di “Edward Mani di forbice” del 1990.


La macrocefalia della Regina Rossa (interpretata dalla compagna del regista Helena Bonham Carter) che richiama alla mente la altrettanto simile caratteristica dei personaggi alieni di Burton in “Mars Attacks!” del 1996. Nel primo caso il regista plasma i capelli della Regina Rossa in modo da conferire all’acconciatura una forma encefalica, ulteriormente evidenziata dalla forma a cuore che simula i due lobi del cervello e dalla piega degli stessi capelli che ricorda la forma del cervello.


Le architetture instabili. Anche queste sono un chiaro elemento distintivo del regista. Spesso nelle sue pellicole ritroviamo edifici che danno l’impressione di soccombere sul loro stesso peso da un momento all’altro. Abbiamo parlato del mulino, semi distrutto, quindi verosimilmente e motivatamente instabile; ma ritroviamo un “equilibrio precario” anche nelle architetture del castello della Regina Rossa che si erigono con un’esasperata verticalità sconfiggendo la gravità e le forze della natura. Qui Burton, assieme allo scenografo Robert Stromberg, si spinge oltre traendo ispirazione per la realizzazione del castello di Sottomondo attingendo dalle “architetture impossibili” di Escher fortemente caratterizzate da scale “infinite”, sorrette da archi e ponti.
Anche la scena del combattimento della “paladina” contro il drago è incentrata su una sequenza di azioni che si alternano tra due location adiacenti: una grande scacchiera, sulla quale combattono le forze del bene (soldati della Regina Bianca) e del male (soldati della Regina Rossa) e l’edificio fatiscente sul quale poi soccomberà il drago, struttura instabile e complessa caratterizzata da una lunga scala e da una struttura ad archi estremamente pericolante.
Lo stesso Cappellaio matto celebra personaggi già interpretati dallo Johnny Depp in pellicole di Burton. Ritroviamo un Willy Wonka, protagonista della pellicola “La fabbrica di cioccolato” del 2005 ed Edward, della già citata pellicola di Burton “Edward Mani di forbice”.


I colori. In Alice in Wonderland ritroviamo i "cromatismi burtoniani" che offrono un bouquet di tinte cupe e tetre, quasi monocromatiche, alternate a colori sgargianti ed estremamente vivaci. Scelte cromatiche che hanno da sempre contraddistinto le pellicole di Burton rendendole a tratti molto gotiche, dark e per altri versi estremamente "caramellose", ricche di colori.
Alcune scene di questo film sembrano riprese da quadri fiamminghi per la loro intensità, colore e composizione.


I costumi di Colleen Atwood completano esteticamente la pellicola di Burton. Alice indossa moltissimi vestiti , tutti molto curati e dettagliati (come per ogni personaggio creato da Burton per le sue pellicole), per non parlare dei particolari dell’abito della Regina Rossa o di quelli del Cappellaio Matto che non passano assolutamente inosservati.

 

Link suggeriti:

Sito Web di Tim Burton: www.timburton.com

Sito Web del film Alice in Wonderland www.disney.it/Film/alice/

 

 

 

TUTTI I MARCHI APPARTENGONO AI LEGITTIMI PROPRIETARI.
Produzione: Team Todd, Tim Burton Animation Co., Walt Disney Pictures, The Zanuck Company
Distribuzione: Walt Disney Pictures
 

15.03.2010

Re-start!
Finita la vacanza è tempo di darsi da fare....

E' tempo di ferie
Un periodo di meritato riposto per tornare a settembre in gran forma!

Black Sea
Mare Nero

Web 2.0 e social marketing
E venne il tempo in cui ...

THINK AND MADE
Partiamo da un’idea cercando di comprendere i suoi possibili sviluppi e come metterla in pratica.

Corel Corporation rilascia la nuova versione X5 della famosissima suite grafica CorelDraw
CorelDraw X5 la nuova release attesa da molti grafici e operatori delle arti visive

Alla scoperta del colore
colore e stati d'animo

Quando il cinema è arte creativa
Sherlock Holmes, un film capolavoro