Black Sea
"...si ma con calma e per favore." Fateci caso, la questione "ferie" comporta una serie di fasi che più o meno tendono ad essere rimarchevoli, eccessive, celebrative fino alla noia. Soprattutto se la parola ferie viene contrapposta automaticamente alle abitudini e impegni lavorativi che ci accompagnano tutto il resto del ...
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Sappiamo tutti cosa sia accaduto il 20 Aprile scorso a largo del Golfo del Messico.
Un disastro ambientale senza precedenti, definito tale da tutti gli organi di informazione e dalle autorità competenti; l'amministrazione Obama in primis.
Da allora sono stati compiuti numerosi sforzi per cercare di limitare il disastro e sigillare la falla a 1.500mt. di profondità nell'Oceano Atlantico.
Oggi, a distanza di due mesi esatti dalla sciagura, se ne parla a stento; solo in occasione di incisive dichiarazioni del presidente Obama o se emergono rilevanti notizie sull'argomento; come se non bastasse quello che sta tutt'ora accadendo.
Comprendo che non sia possibile dare spazio e risalto a tutto sui media. Televisione, web, giornali, radio, sono subissati di notizie "dell'ultima ora" che non permettono di dare spazio a tutto e nello stesso modo.
Ci sono persone che per "autodifesa" tendono a dimenticare eventi come questi. Altre che tengono un atteggiamento distaccato, proprio per non soffrirne o per evitare coinvolgimenti diretti su sciagure o eventi di rilevanza sociale, a danno della propria sensibilità.
Altre invece, come me, non si rassegnano e cercano di capire e conoscere i vari risvolti delle questioni. In particolare questa che vede al centro della notizia gli interessi sul petrolio.
Ma allora cosa fare? Il singolo cittadino come può far qualcosa, quale possibilità ha per esprimere la propria opinione e/o contribuire in qualche modo alla tutela del nostro pianeta? Non dimentichiamoci MAI che il pianeta Terra è uno solo e che qualsiasi danno noi arrechiamo alla nostra Terra, ovunque e di qualsiasi entità, lo facciamo a noi stessi, al solo unico insostituibile pianeta Terra, casa nostra.
Detto questo, la mia mente creativa, sconvolta dalle notizie che si sono susseguite sull'argomento, soprattutto nelle prime settimane dall'esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, ha partorito una grafica legata a questo evento catastrofico.
Denuncia? Accusa? Non lo so, sono però chiari segni di insofferenza e di frustrazione emersi dal mio essere uomo.
Non voglio farne una battaglia personale né tantomeno voglio parlare di battaglie o guerre. Voglio solo coinvolgere le persone che sentono questa cosa come la sento io.
Ho contattato Greenpeace comunicando loro che ho intenzione di realizzare delle t-shirt con le mie grafiche. Una parte del ricavato la donerò proprio al Greenpeace (5 Euro a t-shirt) per sostenere le loro iniziative e progetti legati a questo evento drammatico che si sta consumando nel Golfo del Messico.
Presento quindi in queste pagine e su Facebook sotto il mio profilo e su quello di Think and Made, la grafica da me realizzata che è diventata una t-shirt di "sensibilizzazione della coscienza collettiva".
Stefano Saldarelli
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20.06.2010 ![]()
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